Facebook e la canottiera

canotta
Da quando è nato, facebook è stato [in apparenza] il luogo preferito per farci gli affari degli altri, ma adesso non v’è più alcun dubbio, l’inquietante verità, infatti, è che è lui a farsi gli affari nostri.
Certo, la cosa è nota da tempo, ma a voler peggiorare la sensazione di big brother is watching you, da qualche giorno sono apparse, sullo stato, delle domandine apparentemente innocue, ma che a me ricordano quelle subdole di mia nonna, quando chiedeva una cosa, intendendo tutt’altro.
Ciao Paola, che succede? [l’hai trovato il fidanzato?]
Ciao Paola, come va? [quando comincerai a pettinarti?]
E soprattutto: Ciao Paola, come ti senti? [la metti sempre la canottiera?]

Sicuramente per superficialità, non mi sono mai posta problemi in merito a quale genere di informazioni personali potessero girare in rete, ma ora sto iniziando a diventare paranoica.
In un mondo dove ci fanno firmare in fondo ad un foglio, per essere autorizzati ad avere la nostra firma in fondo ad un altro foglio, uno come Zucchemberg è riuscito a farci spiattellare pubblicamente tutta la nostra vita, scoprendo cose di noi che nemmeno noi sospettavamo [a paola faravelli piace anche tu prima di ascoltare l’ipod ci metti un’ora a snodare le cuffie] e che manco in una seduta di psicologia di gruppo [a paola faravelli piace al rogo tutti quelli che arrivano agli appuntamenti con più di diciannove minuti di ritardo]avremmo osato svelare.
Così ora mi domando, blandamente ansiosa, finirà mai questo bisogno di sapere di noi, a cosa serve incamerare tutte queste informazioni, e soprattutto, per quale motivo ti interessi della mia canottiera?!

P.S. le risposte alle domande di mia nonna sono sempre le stesse, in ordine sparso: no, mai, sì

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2 pensieri su “Facebook e la canottiera

  1. Ma sai che ci pensavo proprio in questi giorni? Alle informazioni che condividiamo, dico, non alla canottiera. Boh, la materia è complessa, quello che è chiaro è che le informazioni valgono, c’è gggente che lo sa e monetizza le nostre risposte a quelle domandine apparentemente innocenti. Forse dovremmo farlo anche noi, forse dovremmo smetterla di fornire notizie aggratis. Ma, d’altra parte, penso anche che questi “strumenti del demonio”, questi vampiri di notizie personali che sono i social, mi hanno permesso e mi permettono di scoprire persone interessanti, piacevoli, o addirittura phaighe come te. E allora ricordo a me stessa che sono, appunto, strumenti, cioè nè buoni nè cattivi: con una matita appuntita un pazzo può accecare una persona, ma un artista può creare un capolavoro. E cmq mettiti la canottiera!

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