la ricetta della felicità

peanuts_happiness-22Se un giorno mi dovesse capitare di leggere che i figli cresciuti in coppie gay hanno più probabilità di essere felici, veloci e belli, rispetto ai figli di coppie eterosessuali, rimarrei stupita dello stesso identico stupore che provo leggendo statistiche che asseriscono il contrario.
Ho sempre creduto che non potesse esistere la formula scientifica della felicità, perché altrimenti saremmo tutti molto yahooo, e non mi pare che sia così.

Conosco persone meravigliose figlie di genitori orribili, e genitori fantastici con figli tremendi.  Direte che le mie conoscenze non fanno statistica, può essere, ma non vedo esempi diversi nemmeno nei film, nei libri o al telegiornale.

A nessuno importa se i figli di coppie eterosessuali (direi il novantanove per cento della popolazione, tra cui io), in quanto tali vivano in uno stato di felicità e/o equilibrio e/o grazia e/o luccicanza.  Però  è diventato fondamentale riuscire a  predeterminare il futuro stato mentale di un bambino che crescerà in una coppia omosessuale.
Andrò così lontana dal vero affermando che ci sarà il ragazzo (ragazza) felice, quello triste, quello alto, quello che finirà in galera, il genio e il potenziale tronista di Maria De Filippi? Esattamente in media con ciò che ci circonda oggi, che ci circondava ieri, e che ci circonderà domani.

Secondo gli psicologi, uno dei problemi principali, sta nel fatto che il bambino, verso i due anni, comprenderà di essere considerato a-normale, poichè figlio due padri (o due madri). Un po’ quello che capitava negli anni settanta ai figli dei divorziati, che io, bimba cresciuta in un collegio di suore, ricordo di aver sempre guardato con orrore –ti prego dio, fa che non capiti mai a me.
Perché è il pubblico (la coscienza comune) a determinare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, e di solito la maggioranza vince.
Quindi se tutti i tuoi compagni di classe hanno una mamma, un papà e un IPhone, per essere felice, figlio mio, anche tu dovrai avere una mamma, un papà e un IPhone (meglio ancora se l’ultimo modello, così glielo fai vedere chi è il più figo).

E siccome spesso (sempre in verità) attribuisco certi atteggiamenti all’ingerenza della Chiesa nel nostro quotidiano, vi linko molto volentieri questo articolo, che è la storia di un prete che NON si è rifiutato di battezzare il figlio di una coppia di omosessuali e le considerazioni del giornalista che ha raccolto la notizia.

Io davvero non lo so se due genitori dello stesso sesso possano far crescere un bimbo felice. Ma so che tanti genitori di sesso diverso non ci riescono, e non gliene faccio certamente una colpa.

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4 pensieri su “la ricetta della felicità

  1. Ciao Paola,

    ieri ho avuto un discorso abbastanza “teso” con una psicologa cattolica circa l’impatto sui bambini della crescita in una coppia gay.

    Sembra, in realtà, che l’elemento più impattante in una certa fase della vita sia l’assenza del chiaro riferimento maschile e del chiaro riferimento femminile.

    Quello che mi ha detto è che i bambini siano molto meglio attrezzati ad affrontare l’assenza di un genitore piuttosto che ad affrontarne una presenza ambigua.

    Questa psicologa ha la mia totale fiducia per il suo impegno professionale nello stabilizzare matrimoni in crisi (oltre che in ragione del fatto che me la sono sposata) e sostiene che il riferimento della famiglia d’origine è un punto fondamentale per la creazione, su basi solide, della famiglia successiva.

    Conseguentemente, il pressapochismo nell’accettare acriticamente il formarsi di famiglie complicate, unite all’affidamento di bambini, potrebbe rivelarsi una bomba sociale ed una rigogliosissima fonte di infelicità.

    Questo è il motivo per cui l’amicizia e la compassione da me provate nei confronti di molti amici omosessuali mi suggerisce estrema cautela.

    Oltre a ciò noto che la manovre politica di Hollande rischia, entro pochi anni, di portare ad una reazione contraria che potrebbe arrivare a mettere a rischio i PACS in Francia e ritardare ulteriormente, in Italia, il riconoscimento di alcuni diritti dei gay che, a differenza del presunto diritto all’adozione, sono decisamente indiscutibili.

    Ciao

    Guido

    • Guido, io non ti conosco, ma mi piaci tanto, e questo perché ho capito che avere opinioni discordanti dalla tua significa confronto e crescita. E io adoro confrontarmi per crescere.
      La mia risposta alle tue ragioni è che credo nell’Amore, e ci credo al di fuori di ogni logica, tanto da essere passibile di fallimento, ma per una volta nella vita, non me ne importa nulla.
      Ciao,
      paola
      PS
      Spero di incontrarti presto, assieme a tua moglie!

  2. Pingback: La felicità, i bambini e la crescita in una famiglia gay. | Liberi Pensieri

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