non sono una blogger istituzionale

mafalda (1)Com’è noto io sono un’agente immobiliare, ma siccome non mi piace l’immagine di quelli con il cravattone, ho deciso di cercare una strada diversa per attirare clienti nel mio paesello: parlare di territorio.
Naturalmente la cosa mi ha preso immediatamente la mano, con il risultato che invece di raccontare solo del mio paesello mi sono espansa per una bella metà abbondante della Liguria, salvo che poi mischiare il sacro [le bellezze della mia splendida regione] con il profano [la compravendita immobiliare] all’improvviso mi divenne antipatico. Così le due cose sono rimaste separate, perché io son fatta così.
Un giorno di aprile del 2012 mi ha “chiamato” l’Azienda in Liguria, yahooooo, mi sono detta, così ho preso la mia macchina e sono andata a Genova [con Brasco] per conoscere coloro i quali fanno la Vera Promozione.
Sono entrata negli uffici con la testa bassa, ché io son timida, e lì ho incontrato una serie di persone carinissime, che mi hanno accolta molto gentilmente. Poi ho conosciuto chi comandava, e un due tre, mi è stato caldamente “consigliato” di tenere una certa linea con il mio blog, poiché le genti avrebbero potuto immaginare che trattasi di quello istituzionale [?!?!]. Inoltre mi è stato caldamente “consigliato” di non iniziare nessuna sfida con altre regioni [ndr il Trentino], poiché essi avrebbero potuto immaginare che io ricoprissi qualche ruolo istituzionale [?!?!]. Stringendo il concetto: me ne sono andata a casa terrorizzata di scatenare un caso diplomatico, preoccupatissima che trentatrè trentini si presentassero alle porte di Genova armati di canederli in brodo!

Passano i mesi e un giorno in gran segreto mi si anticipa: faremo il TBE, sarai invitata!
Diciamo tipo invitata, poiché ho speso i 39 euro dell’iscrizione, stra felice di spenderli [valeva ben di più di 39 euro quello che ho visto in quei tre giorni] piccola indignazione: i biglietti venivano venduti anche a 19 euro, motivo per il quale Michele Aggiato mi assicurò: ti restituiremo 20 euro.

Passano i mesi e vengo invitata al BTO. E lì vengo invitata nel senso che vengo invitata, mi si offre vitto e alloggio, a fronte di un lavoro come StoryTeller [ovvero narratrice in tempo reale e con carta bianca, di ciò che veniva raccontato] azz, io in mezzo a tutta quella gente famosa che conosco solo di avatar… ansia!!! Ci vado e mi distinguo per numero di tweet, tanto che Twitter mi blocca per spam [più di mille al giorno non se ne possono fare…]!

Passano i mesi e Alessio Carciofi mi invita a #Intimaumbria, per cosa? gli domando. Come fotografa, come scrittrice? No, mi risponde: per il tuo sorriso. Perfetto mi dico, vedi che alla fine sti dentoni che c’ho son serviti a qualcosa. Vado in Umbria e racconto il territorio attraverso i tweet, le fotografie e un post che viene pubblicato su http://www.umbriaontheblog.it.

Passano le settimane e Nicola, il mio socio [videomaker] nelle scorribande blogger, pensa di chiedere ad un giornalista locale [che più locale non si può] di pubblicizzare la nostra esperienza in Umbria, il giornalista si fa prendere la mano e scrive cose che non abbiamo detto.
Domanda: quali sono le regioni più avanti in questo nuovo modo di fare pubblicità sul territorio?
Risposta: la Basilicata, il Trentino [come sentito al BTO] e l’Umbria [aggiungiamo per carineria].
Lui di sua iniziativa sintetizza che la Liguria è lontana anni luce. Ché si sa che i giornalisti adorano far polemica…
Manco leggo l’articolo, mi piaceva solo il titolo: Blogger al servizio del turismo e sotto una foto di due persone sorridenti, Nicola ed io.

Passano cinque giorni e la signora Lidia Marongiu [a me nota per essere una persona con cui ogni tanto scambio dei tweet] venuta a conoscenza del trafiletto su La Stampa provincia di Imperia zona Diano Marina, mi tira in ballo su feisbuc criticandomi per essere stata critica. Forse anche lei mi ha scambiata per una istituzione?!?

Colgo l’occasione una volta per tutte per precisare: l’Azienda in Liguria non ha mai fatto niente per me [né io per loro]. Non lavoro per nessuno e di conseguenza sono libera di dire quello che voglio [nel limite dell’educazione] se poi le persone mi scambiano per una figura istituzionale non è certamente colpa mia.
Spero di essere stata abbastanza chiara.
Ah e già che ci siamo, ci sarebbero ancora quei venti euro….

P.S. per Alessio Carciofi, non parlo bene dei posti perché ci mangio gratis [sorriso]. 

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5 pensieri su “non sono una blogger istituzionale

  1. menomale che esistono i blogger non istituzionali altrimenti quelli “istituzionali” non potrebbero mai confrontarsi!!!

  2. Un’altro pezzo di bravura e carineria che tiri fuori da quella testolina
    cosi colma di fuochi d’artificio che ci tengono avvinti.
    Leggere te è come essere trasportati su di un carro trainato da cavalli mentre guardi il paesaggio con tutta calma assaporando la bellezza.
    Grazie Paola che ci sei e per chi ti scopre…..

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