Brubaker, se ci sei batti un colpo!

brubakerAvete mai visto Brubaker? E’ un film con Robert Redford, in cui lui si finge detenuto per provare sulla sua pelle la vita in un penitenziario dove tutto funziona male a causa della corruzione imperante e del disprezzo dei valori umani.
Gli spettatori per la prima mezz’ora osservano con raccapriccio le ingiustizie e i soprusi attraverso gli occhi del protagonista, ma ad un certo punto Robert smette i panni del carcerato per manifestarsi nella sua vera identità di nuovo direttore, che con modi eleganti, ma intransigenti, mette a posto la situazione, mandando in prigione i cattivi e riportando un tenore di vita decente tra i detenuti. Pubblico in estasi!

Ieri sera da Fazio in tanti abbiamo ascoltato il ministro Bray raccontare di come si sia finto turista tedesco interessato a visitar Pompei, dell’odissea per riuscire a fare il biglietto del treno e addirittura per trovare il treno stesso, poiché la zona era priva di indicazioni. Abbiamo osservato il suo volto contorcersi al solo ricordo di quel viaggio della speranza, in cui per il gran numero di persone stipate nei vagoni e il caldo soffocante, alcuni ragazzi avrebbero spaccato i vetri delle carrozze per poter respirare. Di come, poi, siano stati fatti malamente scendere dal treno, in aperta campagna, e del non meglio identificato “passaggio” che lo avrebbe fortunosamente portato a destinazione.

Noi tutti davanti allo schermo eravamo inorriditi e al contempo orgogliosi di questo neo-Brubaker della cultura. Adesso, abbiamo pensato in un silenzioso unanime coro, il ministro ci racconterà di aver mandato in prigione i cattivi, e riportato quanto meno al livello di decenza l’avventura del turista tedesco (e non) intenzionato (a pagare per) visitar Pompei.
E invece il racconto finiva lì. Nessuna catarsi finale di cui godere, tanto per risollevarsi almeno un po’ da quella poltrona in cui ci eravamo nel frattempo rattrappiti, all’idea che le cose forse andavano persino peggio di come immaginavamo.

Quando il ministro si è accomiatato da Fazio, senza aver fornito risposte, senza aver accennato a strategie, senza aver dato giustificazioni, se non quello sguardo abbattuto lanciato verso l’infinito ed oltre, come se sperasse in qualche intervento divino, beh, io mi son sentita male!
In un tempo record (che manco Brachetti) ho visto il ministro Bray trasformarsi da indomito Robert Redford, a personaggio affetto da una qualche patologia che lo rendeva incapace di guardare nella telecamera (e quindi noi), perfetto in un romanzo d’appendice del milleottocento, ma assolutamente inadatto al ruolo di comandante in un dicastero fondamentale come quello della cultura e del turismo, che mai come in questo periodo, se ben gestito, potrebbe certamente mandare un forte segnale di svolta per la nostra economia.

A noi servirebbe un Redford d’annata: one man against a cruel system, e invece chi ci hanno affibbiato? Un colto professore dallo stile britannico, che è adatto al nostro parlamento come un negozio di cristalleria nel reparto elefanti di uno zoo.

Io continuo fortemente a credere nella possibilità che ha il singolo di cambiare le cose partendo dal basso, però una volta tanto mi piacerebbe anche ricevere un piccolo segnale dall’altra parte, quindi ti prego Brubaker, se ci sei, batti un colpo!

P.S. quando batti, mi raccomando, fai tanto rumore, perché sono un po’ sorda 

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3 pensieri su “Brubaker, se ci sei batti un colpo!

  1. A proposito di carceri, un Brubacker in Italia c’è eccome, ma i mass media non ne parlano, anche se le sue iniziative trovano il consenso ed il sostegno di molti personaggi della politica e della cultura e ovviamente anche di diversi cittadini in carcere.

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