Report è il Male?

reportIo report non lo guardo da tanti anni, mi faceva venire l’ansia su questioni fondamentali, ma irrisolvibili, e  siccome quando la tivù mi giura che non ho scelta: “ricordati che devi morire”, io mi demoralizzo, ho pensato, meglio un libro, buonanotte, che domani è lunedì.

Da qualche giorno, però, scopro che Report è IL MALE!
Nel senso che all’improvviso, e contemporaneamente, un sacco di fonti non collegate tra loro hanno iniziato ad accusarlo/a di mistificare i dati certi con ipotetiche supposizioni, che poi sarebbero state il punto di partenza di inchieste fasulle, che loro, con tecniche in stile Stasi (già soprannominate il metodo Report), intendevano solo ratificare.
E se così fosse, questo significherebbe che per tanti anni avremmo applaudito il coraggio di un gruppo di giornalisti orribili (ecco, pure loro!), peggiori di Alemanno, beh, no, peggiori di Alemanno no, comunque abbastanza spregevoli da riuscire a rendere colpevole anche un povero innocente (oddio, e se a Scajola la casa gliel’avessero regalata veramente a sua insaputa?).

Report è (era?) sempre stato/a il punto fermo delle inchieste giornalistiche della tivù verità, solo Report aveva avuto il coraggio di portare alla luce notizie che, nell’immaginario collettivo, governi di tutto il mondo, nonché non meglio identificate lobby del potere, avrebbero preferito insabbiare.

Ma, soprattutto, Report era una delle poche trasmissioni televisive a cui le genti di cultura medio alta abbonate a La Repubblica e all’Internazionale, credevano ciecamente, mica come quella spazzatura delle storie della D’Urso su canale cinque la domenica pomeriggio perfette giusto per gli ignoranti lettori di Novella duemila.
Ed è questo lo sgarro più grosso: aver fregato proprio quelle persone che erano certe di possedere capacità intellettive sufficienti per distinguere la realtà dalla mistificazione, ponendoli nudi davanti al fatto che in questo mare mai finito di notizie fruibili, l’unica scelta possibile per riuscire a distinguere la verità dalle supposizioni è affidarsi alla versione più credibile, che però non è detto che sia quella giusta.

E se i lettori di Novella duemila non si pongono il problema di venir costantemente raggirati la domenica pomeriggio, gli abbonati dell’Internazionale, invece, hanno tutti un blog super letto, e siccome i post indignati saranno direttamente proporzionali al grado di offesa percepita, caro/a Report mo’ son cavoli tuoi!

PS io ormai credo solo in Frank Underwood! 

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