il catch e l’arte del raccontare

inoki muhammadNei primi anni ottanta, con l’arrivo delle tivù private, una trasmissione in particolare, oltre ai cartoni animati, scalò veloce la mia classifica di gradimento: il catch giapponese, quello che ora si chiama wrestling.

Il catch è una sorta di incontro di arti marziali, che si svolge all’interno di un quadrato come quello della boxe, unica regola: non esistono regole.
È tutto splendidamente finto, anche se vi sfido a prendevi in testa una sedia o a salire sulle sponde del ring per poi carambolare a peso morto sul corpo esanime del vostro avversario.
Ma non solo le mosse sono fasulle, l’incontro stesso segue un canovaccio che rispecchia, a grandi linee, i caratteri della fiaba studiati da Propp: l’eroe buono, l’antgonista (sempre molto scorretto), l’aiutante, e il premio, ovvero la vittoria del titolo, ma ancora più importante del premio: l’onore di essersi battuti secondo un’etica condivisa dal pubblico.

Il mio idolo (l’eroe buono) era Kanji Inok, in arte Antonio Inoki, il cui nome è un omaggio al campione di catch italiano Antonino Rocca.
Al meglio delle tre riprese funzionava così: la prima si concludeva con la facile vittoria di Antonio, nella seconda il cattivo si produceva in mai finite slealtà (non sanzionate dall’arbitro spaventato anche lui da tanta cattiveria) e sconfiggeva così l’eroe tra lo sconforto del pubblico pagante:
– ooooooooh.
L’aristotelica catarsi si sgrovigliava nel terzo e definitivo round.
Il mio Antonio iniziava con il prenderle di brutto, ma giusto un secondo prima dalla disfatta totale (sua e degli spettatori) trovava miracolosamente la forza per ribaltare la situazione, sconfiggere il cattivo, vincere il premio e uscire da eroe tra l’estasi degli astanti.

Vi ho raccontato di Antonio Inoki solo per ricordarvi che, due che si picchiano, resteranno solo due che si picchiano, fino a quando una storia trasformerà quella sfida in un’epica battaglia per il predominio del bene sul male.
E se poi ci mettete anche una musica figa, allora il gioco è fatto!

PS du du dudu du dudu du du duuuuu <—- colonna sonora di Star Wars

 

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