l’uovo di Instagram

Nel gennaio del 2019 un utente anonimo ha creato un profilo Instragram world_record_egg con l’intento di scalzare il record che apparteneva alla influencer Kylie Jenner, con 18 milioni di like.

L’utente anonimo dopo qualche settimana ha svelato il suo nome, si trattava di Chris Godfrey, un pubblicitario di Londra e di due suoi amici Alissia Khan-Whelan e C.J. Brown.

Sai che foto che hanno scelto per battere il record?
Rullo di tamburi… un uovo!
E l’uovo ha ottenuto in maniera organica 52 milioni di like in una settimana.

Questo è un esempio estremo, ma a mio avviso in quell’uovo sono contenuti i 5 pilastri di Instagram:

1. il messaggio. Ogni strategia di promozione di un prodotto/brand/servizio deve partire da un ragionamento che porti alla scelta di un messaggio studiato per intercettare i gusti di un determinato pubblico.
In un mondo perfetto quel messaggio dovrebbe ispirarsi al nostro WHY.
E so bene che il modello di Sinek non sia sempre facile da mettere in pratica, ma questo nulla toglie al fatto che il WHY è il Messaggio a cui aspirare, il verbo da diffondere.
Come fai a dire qualcosa se non hai niente da dire?

2. il tuo pubblico, ovvero la forza della community. Chris Godfrey ha poi raccontato che nei primi giorni aveva ottenuto solo 8.000 like (che non sono pochi) grazie alla condivisione del progetto da parte dei suoi amici (che immagino gravitassero nel settore della comunicazione), ma in poco tempo la community mondiale (vai a controllare, sono sicura che almeno un tuo amico abbia messo il like a quella foto) ha iniziato a rispondere per far vincere l’uovo.
Qui il giusto pubblico era formato da tutti quelli che si sentono più simili a un uovo che a una influencer, nel caso di una piccola azienda il numero si riduce (ovvio!), ma sono comunque loro quelli che dobbiamo cercare e a cui dobbiamo parlare.
Ma tu lo sai chi è il tuo pubblico?

3. avere un obiettivo. Dopo il raggiungimento del record, l’uovo di Chris Godfrey è stato utilizzato per un messaggio con finalità sociali andato in onda durante il Super Bowl, poi, in mancanza di un obiettivo, il profilo ha perso di consistenza.
Perché se non sai dove vuoi andare, è difficile poterci arrivare.

4. il contenuto. La foto dell’uovo non è una foto qualsiasi, c’è un lavoro di luci, lo sfondo bianco, l’ombra accennata. Nessun oggetto che disturbi l’occhio. Solo un uovo, che poi è l’attore protagonista di questo racconto, ovvero quello di cui Chris Godfrey voleva parlare.
Inutile lavorare su messaggio, obiettivo e pubblico se poi la fotografia sarà una schifezza.

5. la costanza. Un fattore spesso sottovalutato, ma che è fondamentale in ogni situazione della vita. Quante persone conosci che pur non avendo grandi talenti, con la costanza sono riuscite ad arrivare dove altri più capaci si son fermati?

PS a quelli che: meglio un piano pubblicitario di una linea editoriale, voglio dire che senza una linea editoriale anche il piano pubblicitario serve poco (salvo forse investire molto, ma così siam capaci tutti).

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