chi è G+?

g+Nell’estate del 2002 venimmo subissati da una valanga di pubblicità di una nuova compagnia telefonica: Tre.
Sta Tre offriva un servizio che fin da quando son piccina stava a significare “il futuro”, ovvero le video chiamate.
Chi non ha sognato negli anni settanta di schiacciare un pomello e vedere la persona con cui stava parlando? Magari a bordo della sua nave spaziale, perché le due cose sarebbero avvenute certamente in contemporanea.
Tutto ciò per dire che le fantasmagoriche video chiamate, nonostante le meravigliose premesse, furono un flop clamoroso, nessuno voleva essere video chiamato:
– dove sei?
– sto arrivando
– fammi vedere
 oh merda…

Ecco, G+ è come le video chiamate, sulla carta una figata pazzesca: gli hangout che ti permettono di fare conferenze con gente che non conosci, le community che ti permettono di condividere i tuoi interessi nerd con altri nerd come te, gli authorship che ti permettono di far vedere prima del tuo post la tua facciona, anche se, a questo proposito, è notizia di oggi che gli authorship verranno definitivamente eliminati, cosa che ha fatto impazzire i social media guru che prima ci incitavano ad osannarli, mentre dopo han dovuto ricredersi:
a) gli authorship sono molto importanti,
b) gli authorship non servono a niente.

Ma allora perché G+ non decolla?
Io da ignorante avrei risposto: perché le persone non sono lì. Ma i numeri che snocciola sono vicini a quelli di Facebook (tra l’altro ottenuti in un tempo decisamente inferiore, visto che è nato nel 2011).
Forse è solo (solo…) che la gente continua a cazzeggiare su Facebook, e questo lo desumo (molto banalmente) dai like nei post, che, salvo eccezioni, sono sempre in maggior numero rispetto ai +1, e non parlo solo dei miei.
Inoltre, G+ è asimmetrico, quindi è più impegnativo crearsi amicizie, anzi cerchie (no, non ho ancora ben capito a cosa servano), non è veloce sulle notizie come Twitter e come estetica lo trovo simile a Pinterest, ma senza le cose buone da mangiare, quindi perché andarci?
Ah, già, per il ricatto di papà Google: se non lincate i vostri post alla creatura io vi tolgo visibilità sul mio motore di ricerca.
Sarà, ma io non ci credo, ho fatto delle prove da loggata e sloggata, nel secondo caso (quando non poteva riconoscermi) i miei post con l’authorship non comparivano nemmeno in quarta pagina.

G+ si impegna ma non è bravo, oppure non è bravo ma si impegna? Chi vivrà vedrà, ai social media (para)guru l’ardua sentenza.

PS se dovessi essere bannata da Google, ricordatemi felice

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4 pensieri su “chi è G+?

      • E’ simile ai sentimenti che provo io…
        Però il backup automatico delle foto da computer e cellulare lo hai provato? Lo trovo fantastico, ormai insostituibile. Non ho più paura di perdere le foto, me le raggruppa e lavora da solo (in maniera un po’ rozza ma per fare un lavoro di fino uso altri programmi).

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