al servizio di sua maestà il territorio

007 logo wpIl primo fu Nicola, a cui seguì Federica, e adesso, prima che la fessura nel muro di omertà tra bloggers diventi un passaggio obbligato nella via dello sputtanameno totale, dico la mia, anche perché ho appena letto un post in cui si suggeriva di pubblicare are are are…

Il blog è un mezzo per esprimere la propria opinione in un determinato settore. C’è chi pensa sia la patria di quelli che vorrei ma non posso fare il giornalista. Potrebbe essere, e quindi?
Da tempo, se cerco informazioni, preferisco leggere i contenuti di un blog, piuttosto che i prodotti ufficiali degli organi di stampa classici.
Ma se è il blogger a proporsi ad un possibile cliente, che valore assume il contenuto di quel testo? Secondo me ZERO!

Circoscriviamo l’argomento ai bloggers di viaggio.
Ho partecipato a qualche blog tour dove mi hanno offerto vitto e alloggio, e io che ho fatto? Ho forse criticato l’albergo che mi ha ospitato?! Assolutamente no…, beh, tipo no.
Comunque il punto non sono io, il punto è che, in generale, per una questione di cortesia, parlarne male pare brutto, parlarne bene pare scontato e se io fossi un operatore penserei, cavoli [tipo cavoli] ma allora a che servono sti blogger?

A mio parere i blogger dovrebbero essere messi a servizio del territorio, meglio se coordinati dall’azienda di promozione regionale [vedi l’esempio della Liguria con il progetto SMTDLiguria] solo in questo maniera la loro [mia] passione può diventare utile al grande ingranaggio dell’incoming e quindi a te, caro albergatore.
[Qui sento sorgere il grosso problema legato al compenso, ma io da un po’ mi domando: perché se corro mi tocca comperare tutto dalle scarpe al cardiofrequenzimentro, mentre se apro un blog che parla di corsa mi aspetto che mi regalino tutto dalle scarpe al cardiofrequenzimetro? Ai posteri l’ardua sentenza…]

Ciò detto, nessuno impedisce al proprietario dell’Hotel Vattelapesca di ospitare il tenutario di un blog che lo ispira perché ben scritto, o con tanti followers.
[Ovvio che se ne inviti uno che si presenta senza macchina fotografica e ha una pagina con cinque mi piace perché il nonno è morto prima di mettere il sesto, significa che ti meriti quello che avrai]. Ma se trovi quello bravo, segui il mio consiglio: invece che aspettarti i superlativi di maggioranza nella descrizione del tuo B&B che sicuramente sarà carinissimo e curato nei minimi dettagli, usa invece i contenuti, le immagini e i testi che lui produrrà, per raccontare sulla TUA pagina feisbuc, sul TUO sito, sulla TUA board di Pinterest quanto è bella, anzi bellissima, la località in cui lavori!

Perché sto per svelarti un grande segreto: le persone, di norma, vanno in vacanza per godersi il territorio, soggiornando per l’occasione in una struttura ricettiva che risponda alle loro esigenze, e non viceversa…

PS per maggiori informazioni: BTO2013

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9 pensieri su “al servizio di sua maestà il territorio

  1. fantastica!!!
    concordo su tutto..
    dal basso della mia poca esperienza posso solo confermare che i blogger DEVONO essere spremuti per fare promozione del territorio…il resto rischia di diventare ridicolo…
    come al solito, riesci a dare voce ai miei pensieri!!!

  2. Così facendo ti sei ingraziata tutta quella cerchi di operatori turistici che non aspettavano altro che un post così, a mio avviso 😀

    Secondo me non è proprio detto che il blogger parli bene di una struttura, e anzi, proprio nel mio post spiegavo all’albergatore di chiedere al blogger (invitato/autoinvitatosi) di fornirgli un post dove almeno veniva sottolineata una critica.

    L’ultima cosa per me fondamentale, il blogger non è a servizio di un territorio, come li chiameremo, territorial blogger? Sondano il territorio cercando le differenze tra un hotel e l’altro? Il blogger fa il blogger, è l’albergatore per me che deve essere intelligente e capire come chiedere l’aiuto di queste persone perché come abbiamo visto finché i blogger si propongono così….

    • Io non credo nella recensione dei bloggers circa le strutture ricettive, soprattutto se in quel posto sono stati invitati.
      Anche perché a seguito di un’ospitata: o l’operatore è un grandissimo fesso e li riceve male solo per farsi insultare, oppure tutto sarà perfetto o quasi.
      Se poi mi dici che liberamente tu giri per strutture a tue spese e ne parli, siamo d’accordo che il tuo insindacabile giudizio avrà il peso di tutti gli altri giudizi che si trovano on line, sui vari tripadvisor, venere ecc….
      Di quelli che chiedono di essere invitati non parlo, poiché andrebbero bannati d’ufficio!

      • Sopravvaluti tanti albergatori allora che non hanno davvero capito il potere dei blogger (che se non ci fosse non staremmo qui a parlarne). Più di una volta ho parlato male d strutture, attività e ristoranti in cui mi avevano invitata o in cui avevo pagato. Io non faccio differenza, ma se la fate voi vuol dire che il sistema blogger fa acqua e questo mi dispiace.

        Ritorno a dire, ecco perché dico nel mio post e consiglio all’albergatore di richiedere post negativi.

      • Brava! Adesso mi impegno a cercare dieci commenti negativi scritti da bloggers invitati agli eventi che hanno soggiornato gratis nelle strutture alberghiere. Dici che riuscirò a trovarli? [Presenti esclusi]

  3. Io a un blogtour non ci sono mai stata [anche perché non faccio la blogger], ma:
    a. non sceglierei mai un posto dove andare in vacanza sulla base del resoconto di uno o più blogger in seguito a un blogtour;
    b. ormai da un bel po’ non leggo più i post e i tweet che narrano dei blogtour. Il più delle volte anzi mi danno noia perché mi intasano la TL per tutto il weekend prescelto [da loro].
    Questo mi porta a concludere che, almeno per quanto mi riguarda come utente, il fenomeno blogtour o blogtrip o comecavololivoletechiamare [anche marchettoni!] ha esaurito le sue potenzialità. Sono l’unica? Non ne sarei così sicura.

  4. Lara, io sono una blogger che scrive di viaggi e di città. Sono stata invitata a qualche tour. Ho detto sì solo se la destinazione era nelle mie corde, se mi incuriosiva e se pensavo che ne potessi trarre materiale per scrivere. Ho detto di no a qualche invito. Come utente alcuni blogtour mi hanno incuriosito e fatto venire voglia di visitare un posto, di soggiornare in un hotel o di andare a mangiare in un ristorante. Un bel racconto, corredato da belle foto pubblicati su un blog mi ispirano, così come mi ispirano le pagine di una rivista di viaggi. Se quel racconto e quelle foto sono frutto di una vacanza pagata o di un invito per me non fa differenza.

    • In realtà non diciamo cose contrastanti: per me l’idea dei blog tour in sé non ha niente che non va, e penso che ci siano stati eventi molto ben riusciti. Il problema è che sono troppi e molto spesso mal gestiti. Questo ha portato almeno su di me, a una saturazione, tanto che ormai proprio non li considero, perciò non so più se sono fatti bene o meno, o se i posti meritano oppure è tutta “fuffa”.
      In tre sdrucite vecchissime parole: il troppo stroppia!

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