online offline

LEADER NEL SETTOREPremessa: qualche giorno fa son stata docente di un webinar (dedicato agli agenti immobiliari) con vari argomenti all’ordine del giorno, ma il focus era sul web 2.0.
Forte di centinaia di migliaia di post su questo argomento, ho pensato che la cosa più significativa da trasmettere fosse:

non c’è distinzione tra online offline

trattasi, questo, di un pensiero automatico, un riflesso incondizionato, prerogativa di chi è nato negli anni in cui il futuro lo si immaginava vissuto a bordo di macchine volanti.
Chi cavolo ci aveva preparati a sto internet? Ma soprattutto: dove sono le macchine volanti?

Il problema pratico di questa distinzione è la comunicazione:
Es.. come descriveresti la tua azienda sul sito?
– Fantocci, ci ho pensato per una settimana e ho deciso, scriveremo: leader nel settore
– ma, ma, ma non è vero…
– e chissenefrega Fantocci, tanto è solo su internet.
Solo su internet, infatti.

Se avete voglia di ridere (o piangere) date un’occhiata al “chi sono” dei siti degli agenti immobiliari:
– numero del patentino (con cui il cliente potrebbe forse giocare al lotto sperando di guadagnare i soldi per acquistare la casa)
– ci avvaliamo solo di esperti nel settore (Pierino, rispondi a questa domanda, se tutti gli agenti immobiliari si avvalgono solo di esperti, quanti esperti ci sono in circolazione?)
– consulenza a 360 gradi (mi son sempre domandata sti 360 gradi cosa comprendessero esattamente)
– trasparente e professionale (che poi, una delle peculiarità dei venditori, lo sappiamo bene, è proprio la trasparenza, no?).
Ovviamente non troverete quasi mai né una fotografia della faccia dell’agente immobiliare leader, né il suo nome e cognome; che girato alla vita di tutti i giorni equivale a presentarsi dal cliente a volto coperto e senza identificarsi.
E pensare che se c’è una categoria che ha sempre qualcosa da dire è quella degli agenti immobiliari, ma la certezza che possa esserci una distinzione nel modo di porsi spiazza anche il più temerario tra noi*.

Nel web 2.0 i rapporti funzionano solo se c’è uno scambio continuo di informazioni, reali o realistiche (leggi alla voce storytelling).
Così, quando credendo di fare cosa buona e giusta costruite i vostri siti (o account social) come fossero il vestito buono della domenica, noi che vi guardiamo, registriamo solo una sgradevole sensazione di roba vecchia, ingessata, che puzza di naftalina.
Per ora questa web-arretratezza non crea grandi problemi agli agenti immobiliari, e da quel che vedo, non solo a loro, quindi: perché cambiare?

Mi domando, a volte, cosa avranno pensato alla Kodak, quando nel 1981 uscì la prima macchina fotografica digitale:
– che ce frega Fantocci? Tanto noi siamo leader nel settore.
E loro lo erano per davvero…

PS  *sono un’agente immobiliare (trasparente, professionale eccetera eccetera) 

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4 pensieri su “online offline

  1. La resistenza al cambiamento è in generale uno degli aspetti che contraddistingue tutti. Non solo nel mondo lavorativo, ma anche a livello personale. Se sto così bene così, perchè cambiare? Internet e in generale la tecnologia ci hanno portato ad una necessità di cambiamento ancora più spinta. Basta vedere con quale rapidità escono smartphones superfichi, senza i quali non si può più fare nulla (tra poco non telefoneremo neanche più). Ed è vero, tutto è diventato più fluido. L’anno scorso ho rifatto il sito per la mia azienda, probabilmente è già diventato vecchio, sarebbe da aggiornare.
    Internet non è più una semplice vetrina, è la realtà.
    Ti do ragione in tutto.

    • Pure io ti do ragione in tutto, forse con un po’ di paura, a tratti (son di quelli che si aspettavano le macchine voltanti), ma capisco bene che questo è il mondo in cui viviamo, e tra l’altro ci sono tantissimi lati positivi. Come farei senza internetti?!

      • Io sono cresciuto con il mito della Delorian di Ritorno al Futuro, celebrato un paio di settimane fa, quindi me le aspettavo anche io! Certo, il cambiamento fa paura, perchè sposta equilibri, a volte raggiunti a fatica. Ma la resistenza è dovuta ad un pessimismo di fondo: si pensa che cambiando si vada a stare peggio. Quando poi ci si accorge che in molti casi abbiamo raggiunto dei risultati eccezionali (e grazie ad Internet devo dire che oggi facciamo cose impensabili fino a dieci anni fa), allora ci diciamo: ah, se lo avessi fatto prima!

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